Avevo ottimisticamente pronosticato tre italiani promossi, tra i quali avevo incluso Cipolla ed escluso Fognini, così come pensavo che Seppi ce la facesse e pure Bolelli. L’unico altro in gara oltre a Fognini è Lorenzi, che se la giocherà oggi. Seppi aveva già dato piccoli segni di crisi a Eastbourne, perché con il Roddick attuale, ormai al tramonto, si poteva e doveva vincere e comunque perdere in modo più lottato. Ma non facciamone un dramma, il giocatore c’è e anche Fognini ha fatto il suo, e su questo duo di giocatori, che mai diventeranno top ten, potremo contare nel prossimo futuro con alti e bassi: sono solo due è vero, e dietro come si va ripetendo non vi sono segnali molto incoraggianti.
Nel femminile ahimè le cose vanno peggio, e vedremo oggi, con le nostre giocatrici di punta. Anzitutto va detto che i giocatori si sono presentati al torneo in grandissimo spolvero, pronti a dare il meglio di se stessi, al top assoluto della forma. Non ci sono più incontri dal risultato scontato (a parte la povera Camerin!), e tutti e tutte tirano delle botte pazzesche. Sarà l’aria rarefatta, gli schiocchi delle palle potenziati dalla posizione dei microfoni sul campo, o l’effetto ottico delle riprese tv, ma così forte i giocatori non tirano da nessuna altra parte. Forse, o mi sbaglio, le palline sono superpressurizzate.
Quanto alle nostre, spazzata via la Camerin, si è difesa ma perdendo la Brianti, e si è consumato il derby Giorgi-Pennetta. Oggi la Schiavone rischia e non voglio fare l’uccello del malaugurio, ma nessuna regala nulla e la Robson ha dei mezzi, vieppiù sull’erba. Il risultato della Giorgi è molto indicativo, perché equivale a un ormai impellente passaggio del testimone: le senatrici devono defilarsi e fare strada. Oltre a lei c’è come ho sempre detto Nasty Burnett. Sennonché mi sono cadute le braccia quando ho sentito su Supertennis l’intervista della Paoletti. La Giorgi non ha praticamente spiccicato parola, e quelle parole che ha detto erano di un marcato strascicamento argentino e anche di una sconcertante povertà di contenuti. D’accordo che a tennis si gioca con le braccia, ma questo impaccio verbale non è un buon segno. Tra l’altro la Paoletti le ha fatto una serie di domandine banali banali, senza chiederle quello che vorremmo sapere: come diavolo si programma, che non gioca mai in Italia, se ci tiene a questa bandiera, quali i progetti….