Spesso il lunedì mattina mi concedo un piccolo piacere sorbendo il primo caffè della giornata: apro il PC e chiamo le nuove classifiche, fresche di stampa, ATP e WTA. Stamattina l’ho fatto anche prima del previsto per verificare alcune proiezioni che avevo stilato da ieri sera, anzi in settimana, nella mia mente. Ho lasciato perdere l’ATP, dove per noi tutto tace e le acque sono tranquille e cioè sempre basse, e invece ho giocato una specie di partita di minipoker con il WTA. Le mie previsioni erano queste, relative a tre giocatrici: dal basso pensavo che Burnett avrebbe raggiunto la 135 con la semifinale di Biella, e che la Giorgi, forte delle belle prestazioni a Wimbledon, avrebbe fatto un balzo sino alla 90. Poi mi ero anche detto: vuoi vedere che la Errani, anche se non ha fatto benissimo, rimane lì al 10, o anche avanza di una posizione, visti i cattivi risultati di Stosur, Bartoli, Wozniacki e Li Na? Più o meno ci ho preso: ho sbagliato di una posizione su Giorgi, e Errani è caduta in piedi, e Burnett ha effettivamente continuato la marcia verso le zone alte. A questo punto la palla passa a Barazzutti per il ruolo di seconda singolarista in Fed Cup. Sulle superfici veloci mi pare che la Giorgi sia ora imprescindibile: magari se convocata si metterà a parlare un po’ meglio l’italiano, senza quelle spiacevoli cantilene argentine, e canterà anche l’inno di Mameli.
Ma debbo confessare di aver avuto qualche speranziella che anche la Pairone, che ha superato un turno a Biella, potesse timidamente bussare alla porta del WTA e attestarsi, che so, al 1040. Ebbene, se non ho avuto un abbaglio ottico, la Pairone è da oggi n. 750! Suppongo e mi aspetto due cose: che a casa Pairone, lassù in Piemonte, si stappi una bottiglia di Asti spumante di annata a lungo tenuta in cantina; e che Giulia faccia omaggio di un ricco mazzo di garofani, fiori alla fioraia, a Kiki Bertens. Non posso pensare che quel punteggio con cui Pairone ha vinto sia del tutto veritiero, e la Kiki non avrà magari estinto il fuso…erbario, visto che poche ore prima era a Wimbledon. Questo salto triplo o quadruplo della Pairone suppongo e spero la galvanizzi e sia un punto di partenza, anche perché ha sinora raccolto ben poco nel giovanile, e il tempo passa. A questo punto non le rimane che lasciar perdere il giovanile e buttarsi negli ITF, dove però non avrà vita affatto facile: a Biella al secondo turno ha raccolto solo briciole, e ha capito che aria tira.
Ho scritto sin troppo in passato su questa giocatrice che mi pare la fotocopia della Pennetta come tipo di gioco, fisico, saggezza e governo della partita, ma che, per fare un salto di qualità, deve giocare molto più potente e anticipato, come minimo. Ma auguri, vivissimi.
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